Ancora oggi si parla di Consonno, l’idea delirante del conte Bagno morta da ormai più di 3 decenni. Consonno sta sempre peggio, ogni anno si avvicina al vero crollo, ogni anno si parla di nuove rivalutazioni del territorio, complessi residenziali e altre mirabolanti distruttive intuizioni e speculazioni. Consonno oggi ha una utilità sottovalutata, è uno spazio pubblico che offerto alla società, uno spazio necessario, troppo spesso negato, Consonno è stato trasformato in quello che è oggi dalle persone che lo frequantano, ma serve un impegno maggiore, in molti abbiamo consumato quegli spazi, ma in pochissimi si sono impegnati per mantenerli, in molti hanno fatto di tutto per distruggerlo. Consonno ha bisogno di rivivere, di non rimanere uno spazio utile alle speculazioni edilizie dell’imprenditore di turno. Consonno e soprattutto i suoi abitanti, e ex abitanti, meritano che il loro PAESE, il borgo ucciso non il parco dei divertimenti, riviva, torni ad essere uno spazio vivo. Consonno ha le potenzialità, le istituzioni potrebbero sfruttarle, dalle istituzioni locali e quelle provinciali e regionali. E’ necessario sollevare il dibattito e spingere affinchè Consonno e la sua rinascita come antico borgo e nuovo spazio pubblico salgano ad argomento di discussione nelle sale del potere politico istituzionale. Un’idea utopica? Certo, lo è, ma non ci sono alternative alla perdita di quel sognante paese che è stato.