L’informazione è libera, o semplicemente non è informazione: è propaganda, marketing, falsificazione.

“Eppure, mai come in questi anni, è necessario specificare, puntualizzare. Denunciare, se occorre. La parola è troppo spesso imbrigliata, le penne spuntate, le cronache monche o pilotate.
In un mondo divenuto globale, governato dalla preminenza del mercato e della finanza, dove anche la persona viene spogliata della sua centralità e trasformata in merce, anche l’informazione troppo spesso è piegata a interessi e logiche diverse da quelle della verità.

C’è una cattiva informazione che deriva dalla disonestà dell’analisi e dalla perdita di oggettività, e ce n’è un’altra che dipende dall’omissione della realtà, dal nascondere fatti e aspetti che caratterizzano la vita sociale in tutte le sue pluralità e differenze. Si tratta di due facce della stessa medaglia, e a farne le spese è sempre la nostra libertà. Libertà di sapere e di scegliere, di conoscere e di decidere, ma anche di raccontarsi”.
di Luigi Ciotti, discorso di presentazione di Libera informazione.