Dal quotidiano laRepubblica del 7 febbario 2007:

Nicola Calipari fu ucciso volontariamente, per fermarlo e impedirgli di portare a termine la sua missione[…]La condotta di Mario Lozano appare sorretta da un dolo diretto finalizzato a raggiungere l’obiettivo di bloccare l’autovettura […]. Le accuse per Lozano sono di omicidio volontario e duplice tentato omicidio di Giuliana Sgrena (giornalista) e del maggiore Andrea Cartani che erano sull’auto con Calipari […]. Nell’ordinanza di 6 pagine il Gup spiega che vi fu una macroscopica violazione delle regole d’ingaggio […]. Sono inattendibili le dichiarazioni dei militari Usa sulla dinamica dei fatti […], non è stato conservato lo stato dei luoghi, sono stati rimossi i veicoli, distrutti i diari dei servizi di quella sera“.

Questo episodio non è ancora chiaro, se le accuse delle istituzioni italiane sono errate ed infondate perchè il soldato americano si rifiuta di deporre al processo? Se l’esercito statunitense crede di aver agito correttamente, ovvero che il fatto non si sia potuto evitare, perchè hanno cancellato prove, rendendo irreperibili diari e spostando veicoli?

Forse l’Italia non si deve dimostrare in grado di agire autonomamente dagli USA intessendo rapporti con altri paesi? O quanto accaduto è semplicemente una fatalità?
In quest’ultimo caso perchè allora rifiutarsi di rispondere, nascondere oggetti utili all’inchiesta e tentare di fermare l’istituzione giudiziaria italiana?

Comportamenti di questo genere sono negativi per la stessa immagine statunitense nel mondo, sottrarsi al giudizio della giustizia di un paese considerato alleato è quantomeno incoerente, e avvalora le ipotesi più incredibili.

Comuqnue si concluda questa vicenda un elemento appare chiaro: sia nel caso di incidente sia nel caso di omicidio, è il concetto stesso di guerra, e quello più esteso di violenza, che vanno sradicati…le armi producono morte, non democrazia
Ora chi lo dice a dabliù Bush, al suo cagnolino Blair e soprattutto al velista Massimo D’Alema?