Lo so è strano…un post sulla Pasqua?!

Oggi, domenica e Pasqua, ho lavorato, impossibile…invece ho lavorato, certo per la casa di produzione del quale sono socio ma comunque lavoro è. Una cosa di positiva c’è stata, anzi tutto, primo finalmente riusciamo a portarfe avanti seriamente i nostri progetti, e secondo il mio pranzo di Pasqua è stato un kebap, seduto sul muretto dei giardini pubblici di Piazza Prealpi a Milano…favoloso…un pò troppe cipolle piccanti però, ma sono io che sono troppo fragile di stomaco.

Il Kebap, cosa è esattamente? (con l’aiuto di wikipedia)

Kebap o Kebab…o, la versione greca simile, ma ben più raffinata al palato, Gyros, sono la stessa pietanza…piatto diffusasi in Europa con l’immigrazione turca, in particolare in Germania.

Il metodo di cottura del kebap è lo spiedo verticale. La carne (che può essere di vari tipi dal montone al pollo), sagomata e infilata nello spiedo verticale, va a formare un grosso cilindro alla cui sommità vengono poi infilzate parti grasse che, scolando, evitano l’eccessivo abbrustolimento della carne. Il cilindro viene quindi messo a ruotare vicino a una fonte di calore che cuoce uniformemente la carne.

Prima di essere cotta la carne viene condita o marinata; le erbe o le spezie usate in questa fase variano a seconda del luogo e vi si può trovare una vasta gamma di sapori del mediterraneo: origano, menta, peperoncino, cannella, cumino, coriandolo, aneto

Il taglio della carne procede dall’esterno del cilindro di carne, mano a mano che questo cuoce.

Viene servito all’interno di panini o collocata su un piatto…ovviamente il panino che si usa è il pane arabo.

Buon appetito.